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L'angolo della memoria

Salvatore Maria Reale
Variazioni sul rosso
Poesie e Prose (1956-1970)
a cura di Luigi M. Reale


Benvenuti. Questo spazio virtuale è stato creato per pubblicare online le poesie e prose scritte da mio padre, Salvatore Maria Reale, scomparso il 23 ottobre 1999.
Queste pagine, composte da me, sono dedicate alla sua memoria e sono state messe online per la prima volta il 16 novembre 2000.


Indice generale

Notizia cronografica
Nota ai testi

Variazioni sul rosso

Concerto n° 1 in prosa e versi
Romanza
Quasi rondò
Altre poesie
Un breve racconto


Notizia cronografica

Salvatore Maria Reale nasce a Brindisi il 7 ottobre 1937 da Luigi, ingegnere, allora impiegato presso il Provveditorato agli Studi, e Maria Ersilia D'Anna, insegnante di Materie letterarie. Nel 1940 la famiglia (composta anche dalla nonna materna, Laura Teresa Pasqua, e dalla sorella Francesca) si trasferisce a Perugia, dove poi risiede stabilmente (il padre, tuttavia, si separerà presto dalla moglie per andare a vivere a Napoli). L'abitazione è prima in via dei Priori, quindi (dal 1956) in via Maturanzio (dove la madre abiterà fino al 1974).

Salvatore frequenta a Perugia le scuole elementari, il ginnasio e il liceo classico "Mariotti", diplomandosi nel 1955. Si iscrive dunque alla Facoltà di Giurisprudenza di Perugia; sarà iscritto poi a Camerino (1960-61) e a Pisa (dal 1961 al 1967). Consegue la laurea nel 1969, discutendo il 25 febbraio nell'ateneo perugino una tesi su "Evoluzione della finanza locale nel Comune di Perugia" (relatore il prof. Antonino Tramontana).

L'8 luglio 1970, in séguito a concorso, è assunto in qualità di Consigliere nel Conservatorio di Musica di Perugia (il 21 ottobre 1974 entrerà nel ruolo ordinario della carriera direttiva). Il 21 settembre 1970 nel Santuario mariano di Pompei si unisce in matrimonio con Carmela Varriale, conosciuta a Napoli in casa del padre. Il 5 aprile 1972 nasce l'unico figlio maschio, Luigi Maria. La famiglia risiede a Perugia, prima in via Guido Baccelli a Ponte della Pietra (1970-74), quindi in via della Pallotta (1974-1985), infine (dal 1985) in via Torelli.

In una notte del gennaio 1991 una caduta dalle scale interne di casa gli provoca una frattura del seno mascellare sinistro e fratture multiple alle ossa del cranio. Da allora le sue condizioni di salute non saranno più normali. Il 31 maggio 1995 subisce un intervento chirurgico d'urgenza presso l'Ospedale Silvestrini di Perugia. Muore la notte di venerdì 23 ottobre 1999 nell'Ospedale di Monteluce, dove si era ricoverato il mercoledì precedente. È sepolto nel Cimitero di Perugia.


Nota ai testi

Il Concerto n. 1 in prosa e versi è interamente dattiloscritto in unica copia e rilegato in tutta tela rossa. Delle Poesie non scritte si ha inoltre un precedente dattiloscritto originale.

Delle Poesie non scritte, cinque risultano pubblicate su "Cinzia", rivista letteraria fiorentina: Momento; La preghiera del miscredente, agosto 1957; L'allegria dell'allegro; Dissolvimento, Il palazzo, ottobre 1957.Sempre su "Cinzia" è apparsa Nell'oscura memoria dei tempi, aprile 1957. Restano escluse, per espressa volontà dell'autore, le seguenti poesie pubblicate su "Cinzia": Estasi, dicembre 1955; Io, gennaio 1956; Questa nuova vita; Oltre l'udito, aprile 1956; Piccolo caffè, agosto 1956; Dalia; Un fuoco; L'ora umana, luglio 1956; La mia notte, (?) 1957. Non sono comprese neppure quelle trascelte nei "Quaderni di Poesia di Cinzia", 1958 (?), pp. 86-89: Voci come paesi; Idillio; Non sono mai sazio dentro le mie ossa (datate rispettivamente al 17 , 12, 16 gennaio 1958). Il breve racconto L'ultimo libro, è tratto da "Il sentimento", a. IV, n. 8, agosto 1956.

Il dattiloscritto sul quale si basa l'edizione si apre con il seguente testo:


A chi legge
. Ho chiamato questi brevi componimenti (dodici in tutto) "Poesie non scritte" perché la loro prima idea l'ho avuta come intuizione ritmica, da verso: ho poi deciso di stenderli invece in prosa. L'Autore.

LETTERA AI POSTERI - Voi. Voi che mi state davanti a distanza di anni, quando oramai il corpo che porto ora sarà stato distrutto dalla terra e dai vermi. Voi siate i benvenuti. Vi invito tutti a questo mio banchetto. Vi chiamo indietro sino al mio tempo, che è l'anno 1959, e Vi stringo la mano ad uno ad uno. Certo sarete migliori di me o voglio crederlo: il mio lavoro e tutta la mia vita, in fondo, sono spesi per Voi, per arricchire i Vostri anni e la Vostra esistenza.

Signori d'un'età che non vedrò mai, accomodateVi: le mie sedie sono tante. Vi posso offrire un piccolo liquore del mio tempo. Ah, Voi bevete. Bene, bene. Ma mi guardate in uno strano modo e pensate tanto dentro i Vostri evoluti cervelli. Forse questo mio appello Vi convince poco.

O forse non Vi siete ancora resi conto di come io possa o voglia.

Ma Ve l'ho detto: io ho sempre avuto presenti alla mente le Vostre vite, i Vostri desideri.

Voi di domani siete uomini come me ed anche Voi scomparirete col passare degli anni e la carne che ora palpita, gode e soffre, si macererà come un sacco di giornali bagnati dalla pioggia. Non vedrete più, non parlerete più, signori miei. Anche Voi, come tutti.

Ma io voglio portarVi le mie parole di tanti anni fa, i miei ragionamenti d'una civiltà trascorsa, le mie disgrazie d'un tempo lontano.

Voglio insegnarVi ciò che dovreste sapere.

Ma in fondo voglio dirVi questo: guardateVi dai falsi dei: Voi, signori, siete uomini di carne e di nervi, non siete né mostri né statue. Voi siete intelligenti ed evoluti. ma rispetto a che cosa? Forse rispetto a me e ai miei antenati.

Ma verso che cosa? Verso la fine della terra su cui vivete, signori miei. RicordateVi queste parole e non abbiatemi Vostro nemico ma uno fra Voi seppure il più imbecille.

Stringo le Vostre mani di luce e Vi guardo sin nel fondo degli occhi.

Vostro passato e morto
Salvatore Maria Reale
che abitava allora, il quattro marzo dell'anno 1959, a Perugia, una città d'Italia, capitale d'una regione molto verde ch'era l'Umbria.


1 Luigi Reale. Ariccia (Campobasso) 1901 - Napoli 1981 (sepolto nel cimitero di Pianura). Mi è impossibile fornire precise notizie biografiche, poiché l'archivio personale di mio nonno è andato fatalmente disperso con l'alienazione della sua abitazione di Napoli nel 1986. Ebbi occasione di vederlo un anno dopo la sua morte; dalla sua biblioteca, fornita soprattutto di testi del pensiero marxista, ebbi personalmente cura di riportare a casa soltanto alcuni libri che tuttora possiedo (in particolare, le prime traduzioni italiane del Capitale di Marx e delle Opere scelte di Lenin, la prima edizione delle Lettere dal carcere di Gramsci). L'archivio, per quanto mi è dato ricordare, conservava pressoché completa tutta la documentazione dei suoi studi, della sua carriera e del suo lavoro di geometra nel napoletano (un centinaio di carte topografiche, su rilievi personalmente eseguiti, da lui minutamente disegnate), oltre a moltissime fotografie di famiglia. Torna al testo

2 Maria Ersilia D'Anna. Palermo 11 gennaio 1911 - Capodacqua di Assisi 26 settembre 1985. Diplomata presso il liceo classico di Palermo il 12 luglio 1929, consegue la laurea in lettere discutendo il 29 ottobre 1933 nell'ateneo palermitano una tesi dal titolo "La Sicilia nelle concezioni politiche del Risorgimento (Mazzini e Garibaldi)". L'11 settembre 1934 ottiene la sua prima nomina con incarico di presidenza e insegnamento di materie letterarie nel ginnasio di Riccia, dove si trasferisce con la madre. Lì conosce Luigi Reale, con il quale si unisce in matrimonio l'anno seguente. Insegna quindi a Brindisi e, dal 1940, a Perugia, nella scuola media "San Paolo", da cui prende congedo nel 1976. Torna al testo

3 Laura Teresa Pasqua. Palermo 29 marzo 1889 - Perugia 8 luglio 1958. Torna al testo

 

 


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Creazione di questa pagina: 2002-dicembre-25
Ultima modifica: 2002-dicembre-25

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Nuovo conteggio dal 16 ottobre 2001